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Il sole giaguaro (per oboe e orchestra) – commissione Teatro Comunale di Bologna

Dicembre 11 @ 20:30 - 22:30

Il sole giaguaro (per oboe e orchestra)

Commissione: Fondazione Teatro Comunale di Bologna Prima esecuzione assoluta: 11 Dicembre 2026, Auditorium Teatro Manzoni – Bologna Oboe: Paolo Grazia Direttore: Marco Angius Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

Questo nuovo lavoro si pone in ideale continuità con il mio recente brano per clarinetto e grande ensemble, Tutto in un punto, eseguito a Parigi dall’Ensemble Intercontemporain. Se in quell’occasione avevo strutturato cinque scene musicali ispirate all’universo delle Cosmicomiche di Italo Calvino, con Il Sole Giaguaro proseguo il mio dialogo con l’immaginazione dello scrittore, rivolgendo lo sguardo a un’altra sua opera straordinaria.

Il progetto originario di Calvino per Sotto il sole giaguaro prevedeva una raccolta di cinque racconti, uno per ciascun senso, pensata per esplorare come l’uomo contemporaneo abbia progressivamente smarrito la capacità di percepire il mondo in modo profondo. A causa della sua improvvisa scomparsa nel 1985, l’opera è rimasta incompiuta e pubblicata postuma l’anno successivo, contenendo unicamente i tre racconti dedicati all’olfatto, al gusto e all’udito.

Il mio lavoro nasce proprio dal desiderio di colmare questo vuoto: un completamento ideale che non investe la parola scritta, ma la dimensione puramente musicale. Ho strutturato la partitura in cinque “scene”, includendo anche i due sensi mancanti (la vista e il tatto), per avvolgere il pubblico in un’esperienza sonora e percettiva totale. In questo viaggio, l’oboe solista agisce come una sorta di narratore, incaricato di descrivere e trasmettere alla platea immagini vivide e suggestioni ancestrali.

I cinque movimenti che compongono l’opera sono:

  • I. Il manto maculato del sole (Vista)

  • II. Bruciore di spezie e di pelli (Tatto)

  • III. L’eco dei tamburi sacrificali (Udito)

  • IV. Un’estasi fiammeggiante (Gusto)

  • V. Emanazione di spezie incognite (Olfatto)

Per realizzare questa immersione sensoriale, ho ideato una modalità di fruizione non ordinaria. All’ingresso in teatro, ogni spettatore riceverà un kit composto da cinque oggetti, da utilizzare liberamente durante l’esecuzione dei rispettivi movimenti: una lente o un filtro per alterare la visione, un oggetto materico da toccare, una benda per amplificare l’ascolto, una caramella o un cioccolatino per il gusto, e una striscia di carta profumata per l’olfatto.

L’intento è invitare chi ascolta a destrutturare le proprie abitudini percettive, riflettendo sulla natura profondamente soggettiva dell’interpretazione del mondo. Riattivare i sensi significa, in ultima analisi, promuovere un ascolto più autentico e allenare l’empatia: la ricerca di prospettive diverse dalla nostra è il primo passo verso una comprensione più profonda degli altri e una risoluzione pacifica dei conflitti.

Dettagli

Luogo

Organizzatore

  • Teatro Comunale di Bologna